Contenitori visibili sul ripiano del frigorifero

Come sprecare meno cibo, dalla spesa agli avanzi

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Tre zucchine comprate lunedì possono sparire dietro un contenitore ed essere ritrovate solo venerdì. Prima di fare la spesa, bastano due minuti per guardare nel cassetto delle verdure, controllare i prodotti già aperti e dare un'occhiata al freezer. I pasti dei giorni successivi possono partire da lì, invece che da acquisti destinati a diventare doppioni.

Partire da quello che si ha

La lista della spesa è più utile se nasce da un controllo rapido della cucina, non da un menù pensato a frigorifero chiuso. Si possono segnare tre cose: ciò che va consumato presto, gli ingredienti adatti a più preparazioni e quello che manca davvero. Se ci sono spinaci freschi e un vasetto di ricotta aperto, per esempio, comprare uova può essere più sensato che aggiungere altre verdure.

Non occorre decidere tutti i piatti della settimana. Spesso bastano due o tre pasti costruiti intorno agli ingredienti più delicati, lasciando spazio agli imprevisti. Conta anche quante persone mangeranno: una confezione grande può costare meno al chilo, ma il risparmio svanisce se una parte finisce nel cestino. Davanti a un'offerta multipla, meglio chiedersi quando si userà o congelerà ogni pezzo.

Una lista che lascia spazio alle sostituzioni

Scrivere «verdura per due contorni», anziché puntare su un prodotto preciso, permette di scegliere quella che sembra più fresca nella quantità giusta. Per un ingrediente indispensabile a una ricetta, invece, conviene indicare quanto ne serve: «un limone» evita di tornare con una retina intera. Un'occhiata a pane, latte e altri acquisti abituali limita anche i doppioni presi per automatismo.

Mettere gli alimenti in vista, non soltanto al fresco

Un frigorifero troppo pieno ostacola la circolazione dell'aria. La temperatura va controllata con un termometro e mantenuta intorno ai 4 °C o secondo le indicazioni dell'elettrodomestico. Dopo la spesa, soprattutto quando fa caldo, riporre subito i deperibili conta più che sistemarli in contenitori tutti uguali. Carne e pesce crudi devono stare ben chiusi e separati dai cibi pronti, preferibilmente nei ripiani inferiori, così da evitare sgocciolamenti.

Una vaschetta o un ripiano con l'etichetta «da consumare presto» aiuta a non perdere di vista confezioni aperte e prodotti vicini alla scadenza. Non significa, però, mettere tutto nello stesso posto: ogni alimento va conservato alla temperatura indicata sulla confezione. Quando si riordina, i prodotti più vecchi possono passare davanti a quelli nuovi. Il sistema serve solo se tutti in casa sanno dove guardare.

Contenitori visibili sul ripiano del frigorifero

Distinguere le date sulle confezioni

«Da consumarsi entro» indica una scadenza legata alla sicurezza alimentare: per i prodotti molto deperibili non va superata, anche se odore e aspetto sembrano normali. «Da consumarsi preferibilmente entro» è invece il termine minimo di conservazione. Dopo quella data, un prodotto conservato correttamente e con la confezione integra può aver perso alcune qualità senza essere automaticamente da buttare. In questo caso si controllano confezione, aspetto e odore e si seguono le indicazioni del produttore. Se la confezione è gonfia o danneggiata, o se compaiono segni anomali, occorre prudenza: assaggiare un alimento sospetto non è un modo sicuro per valutarlo.

C'è poi ciò che succede dopo l'apertura. Un prodotto che da chiuso dura a lungo può richiedere refrigerazione e consumo entro pochi giorni una volta aperto. Segnare la data su un'etichetta evita di doverla indovinare.

Comprare e preparare porzioni realistiche

Lo spreco comincia anche in pentola. Prima di cuocere pasta, riso o legumi secchi, una bilancia o un contenitore usato sempre come misura aiutano a capire quanto ne serve davvero. Dopo un paio di pasti si può aggiustare il tiro: appetito, contorni e presenza di bambini cambiano le porzioni. Le indicazioni sulla confezione sono un riferimento, non un invito a cuocerne tutto il contenuto.

Con frutta e verdura sfuse, comprare pochi pezzi alla volta riduce il rischio di lasciar deperire i prodotti più fragili. L'insalata pronta è comoda, ma prima di prenderla conviene pensare a quante volte la si mangerà dopo aver aperto la busta. Per chi cucina da solo, una porzione in più ha senso se si sa già che diventerà il pranzo del giorno dopo o andrà nel freezer.

Conservare gli avanzi senza creare nuovi dubbi

Gli avanzi servono se si riesce a riconoscerli e a conservarli in sicurezza. Vanno riposti in contenitori puliti e chiusi; dividere le grandi quantità in porzioni piccole le fa raffreddare più rapidamente. I cibi cotti deperibili non devono restare per ore a temperatura ambiente: cessato il vapore intenso, è bene metterli in frigorifero senza indugio, in genere entro due ore dalla preparazione. Nome e data scritti sul contenitore evitano il mistero delle vaschette tutte uguali.

Molti avanzi cotti, se refrigerati correttamente, si consumano entro pochi giorni, ma tempi e modalità dipendono dall'alimento e da come è stato preparato. Se non si pensa di mangiarli presto, meglio congelarli per tempo, non aspettare l'ultimo giorno utile. Anche nel freezer conviene indicare contenuto e data: il freddo rallenta il deterioramento, ma non rende sicuro un cibo già conservato male.

Per scongelare molti alimenti, la soluzione più semplice è il frigorifero. Si può usare anche il microonde, cucinando subito il prodotto. Lasciare un piatto deperibile sul piano di lavoro per tutta la notte espone la parte esterna a temperature non sicure mentre il centro è ancora congelato. Quando si riscaldano gli avanzi, bisogna scaldarli bene anche al centro e mescolarli, se possibile.

Usare tutto ciò che è ancora buono

Un ortaggio meno croccante non va per forza mangiato crudo. Carote un po' flessibili e zucchine non più sode possono finire in una zuppa o in un sugo, purché non abbiano muffe o altri segni di deterioramento. La frutta matura si presta a composte cotte, frullati da bere subito o impasti; il pane raffermo può diventare pangrattato, crostini o la base di un piatto che preveda pane ammollato. Cambiare preparazione, però, non significa tentare di recuperare un cibo avariato.

Anche il modo di tagliare fa la differenza: gambi teneri di alcuni ortaggi, foglie commestibili e parti esterne sane si possono usare dopo un lavaggio adeguato. Non ogni scarto è commestibile. Prima di usare bucce o foglie insolite, bisogna sapere se si possono mangiare e considerare come l'alimento è stato trattato e conservato. Gli scarti puliti destinati a un brodo vegetale si possono raccogliere nel freezer, in un contenitore dedicato, senza aggiungere parti sporche o ammuffite.

Verdure da usare accanto a una zuppa

Tre impieghi concreti per piccole quantità

  • Una porzione di verdure cotte: aggiungerla a una frittata ben cotta o a una minestra, rispettando i tempi di conservazione degli avanzi.
  • Mezzo vasetto di yogurt bianco: usarlo in una salsa per verdure o in un impasto, se è stato conservato correttamente dopo l'apertura.
  • Erbe aromatiche fresche: tritarle e congelarle in piccole porzioni, indicando il contenuto sul contenitore.

Il recupero non deve diventare un'impresa. Se per usare un cucchiaio di salsa servono molti nuovi acquisti, può essere più semplice aggiungerlo a un pasto già previsto, purché l'abbinamento abbia senso e la conservazione sia stata corretta.

Adattare le abitudini a ciò che si butta davvero

Per una settimana si può prendere nota, senza pesare nulla, di ciò che finisce nella spazzatura e del motivo: «insalata appassita», «riso cotto in eccesso», «vasetto dimenticato». Ogni causa suggerisce un rimedio diverso. Se si butta spesso pane, se ne può congelare una parte appena comprato. Se avanzano regolarmente contorni cotti, conviene prepararne meno. E se un ingrediente acquistato per una sola ricetta resta inutilizzato, prima della spesa si può pensare a un secondo impiego adatto ai pasti di casa.

La raccolta dell'organico resta utile per gli scarti inevitabili, secondo le regole del proprio comune. Non restituisce, però, il cibo che si poteva mangiare: nell'umido hanno più senso torsoli non utilizzabili, parti non commestibili e fondi del caffè che una confezione integra dimenticata in dispensa.

Anche il momento di portare fuori la spazzatura può servire per un ultimo controllo. Se resta mezza pagnotta ancora fresca, tagliarla a fette e congelarla in un sacchetto ben chiuso richiede meno tempo che cercare una ricetta quando sarà ormai secca.

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